29/10/2009
Nocciole, presto un incontro interregionale
Viterbo,Nocciole, presto un incontro interregionale.
Si è svolto ieri pomeriggio, a Vico Matrino presso la Cooperativa Produttori Nocciole Colli Cimini e Sabatini (Coopernocciole), un incontro tra i vertici di Confcooperative Viterbo e gli operatori del settore corilicolo. Alla presenza del Presidente, Bruna Rossetti e del Direttore del Settore Ortofrutticolo di Fedagri nazionale, Francesco De Leo, sono state affrontate le problematiche di un comparto sempre più minacciato dai prezzi bassi e da una produzione di dubbia qualità delle imprese turche.
La Turchia è infatti il primo produttore mondiale di nocciole (il 78 %) e ben una nocciola su tre di quelle utilizzate dalle industrie di trasformazione italiane provengono da lì. Il problema? Il prodotto importato dalla Turchia ha seri problemi di contaminazione da aflatossine, sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene. A nulla è servito il voto contrario dell’Italia durante l’incontro del comitato permanente per la catena alimentare dell’Ue: i limiti fissati per il contenuto delle aflatossine è stato raddoppiato per tutta la frutta da guscio (nocciole, pistacchi, noci, etc).
Dopo l’incontro in Regione con l’Assessore all’Agricoltura, Daniela Valentini, dei giorni scorsi, quella di ieri è stata la prima occasione per informare direttamente la base sociale delle cooperative produttrici di nocciole e per cominciare a strutturare una strategia che permetta di valorizzare la qualità dei nostri prodotti.
“Visto il voto europeo, diventa ancora più importante fare percepire ai consumatori il valore aggiunto dei prodotti cooperativi” afferma il Presidente Rossetti, che aggiunge “acquistare i prodotti delle nostre cooperative è il primo segnale per permettere una crescita forte del territorio viterbese, da sempre uno dei più produttivi in Italia per quanto riguarda il settore corilicolo”.
La riunione di ieri ha inoltre fatto emergere in maniera inequivocabile la necessità di una puntuale tracciabilità della provenienza delle materie prime e della conseguente etichettatura: bisogna evitare che i 400mila quintali di nocciola romana prodotta nella Tuscia, vengano affiancati da una quantità ancora più grande di prodotto importato.
La difesa della tipicità delle produzioni diventa quindi il primo passo per rilanciare il comparto. Per questo Fedagri nazionale e Confcooperative Viterbo stanno organizzando un incontro interregionale, che coinvolga le unioni provinciali dei territori produttori di nocciole: Campania, Piemonte e Sicilia.
fonte :http://www.tusciaweb.it/notizie/2009/ottobre/28_49nocciole.htm#
|